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  • Hanno vinto loro

    Riuscirà l’architettura italiana a risorgere dalle pastoie della burocrazia tentacolare e dei comitati di benpensanti con la Verità in tasca? [Spoiler: no.]
    (Sullo strano caso dell’annullamento via Change.org del concorso per la nuova ala della Galleria d’Arte Moderna di Ferrara, una op-ed firmata da Luca Silenzi per 011+)

  • Di Ponti Sospesi, e di mediocrità

    Sono più di 50 anni che il progetto del ponte sullo Stretto si trascina senza esito, con un irragionevole accanimento su una soluzione tecnica impossibile. Cerchiamo di capire perché.
    (Un pezzo firmato da Luca Silenzi per The Vision)

  • Come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare il terremoto

    A 2 anni dal terremoto che ha colpito il centro-italia non si vedono i risultati della ricostruzione per colpa anche di una burocrazia capace di bloccare perfino le raccolte sms. Ne usciremo mai?
    (Un pezzo firmato da Luca Silenzi per The Vision)

  • (Un)compromising

    Un saggio di Luca Silenzi per “Viceversa” n. 4 – Critiche di architetture. In cui si narra di come le Architetture scendano a patti con la realtà, e come spesso proprio in questa sintesi risieda la loro grandezza.

  • Nonsense

    Di gran patate, di lemmings e del Concorso Guggenheim Helsinki.

  • Frankly.

    “Let me tell you one thing. In this world we are living in, 98 percent of everything that is built and designed today is pure shit”. Come non essere d’accordo con lo zio Frank?

  • Parliamone

    Delle buone notizie: torna Abitare, e Gizmo è finalmente una rivista online.

  • Pillola blu. Pillola rossa.

    Simpatici fané in vestaglia e pillole azzurre in scenografie decadenti.

  • Anonymous gods

    Marion Balac sfrutta la funzione di riconoscimento facciale degli algoritmi di Mountain Wiew per un raffinato ragionamento intorno alla fallacità della tecnologia.

  • “You said I could be everything”

    Ecco. Sbaglia chi liquida Renzo Piano e Daniel Libeskind come “starchitects”. Perché in realtà Piano e Libeskind non sono neppure architetti, se proprio vogliamo fare i precisini. Qua tutta la storia. Tanto per capire che laurea e timbro, in fondo, sono una convenzione come un’altra. Almeno per alcuni.