Rappresentazioni edulcorate

Nell’epoca delle moodboard e dei minestroni di contenuti eterogenei c’è qualche autorevole, interessantissima eccezione. Ogni tre mesi “CLOG slows things down”, come recita lo statement della rivista: “ogni uscita esplora, da molteplici punti di vista, un singolo argomento particolarmente rilevante in architettura oggi. In modo sintetico, su carta, lontano dalle distrazioni e dagli imperativi dello schermo”.
Lo scorso ottobre CLOG ha pubblicato uno dei numeri più interessanti, dedicato al tema del rendering e della rappresentazione in architettura. In mezzo ad altri ben più autorevoli contributi (Eric de Broche des Combes – il fondatore di Luxigon, John Hill, Mansilla+Tunon, Fabrizio Gallanti tra gli altri), tutti assolutamente da leggere, c’era anche un mio piccolo scritto dedicato a come gli architetti utilizzano da sempre rappresentazioni edulcorate per garantire la sopravvivenza dei propri progetti. Un tema sottovalutato, che ho approfondito nel terzo atto della trilogia sulla rappresentazione iniziata qua e che prima o poi troverò il tempo di chiudere.
Per chi non ha avuto modo di averlo sotto mano, ecco il mio testo:

Se qualcuno si è incuriosito può ordinare la sua copia dal sito di CLOG.
