Form follows you: design for the masses
Qualche mese fa gli amici di SignDesign Roma, in collaborazione con Messe Frankfurt Italia e col patrocinio del Comune di Roma hanno presentato il concorso Roaming Rome-Design in movimento.
Lo scorso gennaio ci siamo divertiti a partecipare anche noi con un progetto provocatorio e volutamente sopra le righe, sebbene pienamente rispondente al brief del bando. Il progetto, di cui in ogni caso andiamo piuttosto fieri, si chiama “Form Follows You – Design for the Masses”, era – inedito – nel nostro portfolio ormai da più di un decennio, inizialmente pensato come ipotesi per un noto produttore di arredi da giardino.
Proviamo a condividerlo qua, prima che cada definitivamente nell’oblio dei nostri archivi.
Tascabili del Design
Siamo partiti ragionando su un dato di fatto: paradossalmente, il mobilio disegnato dai maestri del Funzionalismo (da Le Corbusier/Charlotte Perriand a J.J.P. Oud, da Eileen Gray a Mies van der Rohe, da Walter Gropius a Gerrit Rietveld), seppur fondato su criteri di oggettività ed economia formale, qualora sia stato messo in produzione si è sempre rivelato un prodotto di nicchia, oltre che assai poco economico.
Si tratta di oggetti iconici, spesso ben lontani dall‘essere realmente ‘pratici’ e serenamente ‘usabili’ nel senso comune di questi termini.
Allora ecco la nostra proposta paradossale: immaginiamo di rieditare i classici del Moderno in “edizione economica” (analogamente a quanto già accade nel mercato editoriale), rivedendo il ciclo produttivo e la scelta di materiali e finiture per arrivare ad un prodotto finale low-budget a vasta tiratura, seppur corredato da una garanzia di conformità – almeno formale – con l’originale, magari con l’approvazione degli eredi dei Maestri – proprio come avviene con le edizioni economiche dei libri, per cui vengono comunque assicurate le royalties ai rispettivi autori.
Trasformismi nomadi
In linea con le richieste del brief del concorso, abbiamo quindi immaginato una linea di outdoor furniture producibile in larga serie (e commercializzabile nella grande distribuzione – magari in pratici pacchi piatti…) trasportabile ed utilizzabile ovunque, con lo scopo di rendere quotidiani i pezzi cult del design funzionalista; essendo facilmente trasformabili e trasportabili (e quindi ‘manipolabili’ dall’utente) tali oggetti perdono il carattere di feticci culturali diventando oggetti d’uso a tutti gli effetti. Eventualmente nomadi (roaming). Appunto, Form follows You: il design ti segue, ovunque.
Cult?
Per dimostrare le potenzialità di Form follows You, tra la decina di ‘tascabili del design’ della nostra personale collezione abbiamo scelto – come progetti-pilota per il concorso – due sedute, apparentemente impossibili da manipolare: i due prototipi “Folding red&blue” ed “Inflating grand confort”, redesign delle rispettive sedute di Rietveld e Perriand/Le Corbusier. Finalmente economici, leggeri, facili da trasportare (entrano comodamente in auto), questi oggetti assumeranno nuovi ruoli in contesti inaspettati, secondo un concetto di abitare svincolato dalla ‘stanzialità borghese’ per cui erano nati: finally, ‘Design for the masses’.
Folding Red&Blue
Con due semplici gesti, “le rette e i piani sospesi nello spazio” costituenti la seduta diventano magicamente rette e piani compresi in uno spazio minimo (la sedia occupa chiusa un quinto rispetto a quando è aperta).
Inflating Grand Confort
I “volumi sotto la luce” sono di aria compressa a 2 atmosfere, facilmente sgonfiabili e trasportabili anche in auto.
Per maggiore semplicità di montaggio, tutte le operazioni da compiere sono stampate sul lato nascosto di ogni cuscino, accanto alla valvola, così come è indicata la posizione di ogni elemento nella struttura ed il suo ordine di inserimento. La leggerissima struttura in lega di alluminio prevede un sistema di montaggio a cavo elastico simile a quello utilizzato per le tende da campeggio.
La seduta nel suo sacco occupa, smontata, un nono del suo volume originario, con un peso di circa 3kg.
Morale della storia
Raccontiamo anche il finale della storia: sul podio poi son finiti progetti molto più ‘seri’ del nostro, nella migliore tradizione assertiva e positivista dei concorsi di design: primo classificato Vitaly Kononov con “Rolling Stone”, secondo Francesco Castiglione Morelli con “Arianna”, bronzo a Paolo Buatti con il gioiello-device “Far From Home”. Complimenti e un grande in bocca al lupo ai premiati.
C’è da dire, comunque, che ci siamo divertiti. E non è poco, di questi tempi.



