Hardcore

Do men…

No, che non si faccia confusione col titolo: non parlerò di sesso e carnazza. Non oggi.

È stato pubblicato qualche settimana fa su Zeroundicipiù un bel testo di Pietro Valle (1), che si occupa di un aspetto dell’architettura contemporanea a me piuttosto caro, e cioè la diffusione sempre più pervasiva di forme cubiche, scatolari, astratte.

A corredo del testo una serie di edifici presi ad esempio di una supposta deriva astrazionista e comunicativa dell’architettura, che si limita ad essere “elegante, sexy, seducente” tradendo in qualche modo la conquista dello spazio e la rottura dell’involucro perseguiti –  con pesanti connotazioni etiche, ma direi anche con grande spargimento di sangue negli spin-off degeneri dell’International Style – dal Movimento Moderno.

Il testo è per molti versi intrigante, ed affronta questioni condivisibili. Anche se mi sembra un poco riduttivo bollare gli splendidi Aires Mateus o i raffinatissimi H&deM come “scatolisti” (ma credo che Valle ne sia perfettamente consapevole): molte delle loro opere dimostrano dal vivo una complessità ed una ricchezza dello spazio – esterno ed interno – che persino gli scatti più fighi e ruffiani non riusciranno mai ad imbrigliare.

E poi, in fin dei conti, non credo che la ‘deriva comunicativa’ dell’architettura sia un problema dei giorni nostri, se di problema si tratta. Non ha tentato già in altri secoli, certa architettura, di essere elegante, sexy (2) o seducente? Solo per evocare qualche link mentale: e il Barocco? E il Neoclassico? E la Sezession?

Io avrei una mia personale teoria su questo argomento, che come già detto anche qua ho recentemente esposto – anche in Cinese, spero nel buon lavoro del traduttore…  – nel prologo ad un pamphlet di WAI-Architecture Think Tank intitolato Pure Hardcore Icons: A Manifesto on Pure Form on Architecture (Artifice Books, London 2013), presentato nelle scorse settimane in un evento speciale alla Beijing Design Week (la mostra correlata è stata aperta al pubblico fino al 7 ottobre 2013) .

Pure hardcore Forms - Cover

Questa mia teoria, tutta da verificare, giunge a delle conclusioni un poco diverse rispetto all’analisi di Valle. A ben guardare, è tutto un poco più complicato, e con risvolti inaspettati.

Per chi è curioso, può trovare il testo completo con l’introduzione di Davide Tommaso Ferrando su Zeroundicipiù, senza la fantastica gif animata in cima a questo articolo…

Note:

1 – Che scatole! – Pietro Valle in “ZeroUndiciPiù.it”, 31 ottobre2013 

2 – Aaron Betsky: Building sex : men, women, architecture, and the construction of sexuality, William Morrow 1995

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