Dove stiamo andando

Chi legge queste righe ha sotto gli occhi il nuovo blog/sito dedicato ai nostri appunti saltuari. Siamo finalmente riusciti a salpare dalla piattaforma Myblog. Ora chiunque potrà commentare le nostre cose con estrema semplicità.

Per chi ancora non ci conosce: il nuovo Spacelab blog, così come il vecchio, non è proprio un blog. È piuttosto un taccuino d’appunti – o di pensieri a voce alta – a cadenza assolutamente imprevedibile, a seconda dell’interesse dell’argomento e/o del tempo di chi scrive. Si chiama così – blog – principalmente per distinguerlo dal sito principale, che è il nostro sito istituzionale, e che parla fondamentalmente di noi. Nel blog non parliamo di noi, ovvero lo facciamo solo incidentalmente. A meno che non si intenda per “parlare di sé” anche il parlare dei propri interessi e di ciò che si reputa degno di nota, ma allora il discorso si complica… Per semplificare: nel blog parliamo di quello che ci piace o, più raramente, che non ci piace.

Un po’ di dettagli su questo sito (avvertenza: all’interno delle frasi che seguono ci sono alcuni termini tecnici, ignorateli pure e passate oltre, se volete… ): il nuovo Spacelab blog è WordPress-powered, e presenta un layout volutamente privo di qualsiasi accessorio: niente distrazioni, nessuna sidebar, nessuna widget. Protagonisti sono i singoli pezzi, identificati da titolo/immagine/incipit e raggruppati secondo una griglia fluida che si adatta senza che voi ve ne accorgiate alle dimensioni dei vostri schermi e in base al browser che state utilizzando.

Cliccate sul titolo che volete leggere e si aprirà l’articolo, scritto in un chiarissimo Helvetica. Niente animazioni Flash, solo leggeri Javascript e jQuery leggibili anche da tutti gli iDispositivi o da qualsiasi droide con un minimo di connessione di rete. E per chi vuole ancora di più, dall’ iPhone o dall’iPad si può scegliere di visualizzare il sito come fosse una app, attivando il comando in fondo alla pagina. Ancora, se non si ha tempo, si può decidere di leggere il pezzo con calma su Instapaper attivando il pulsante “read later” (lo trovate in alto a destra su ogni articolo, e anche nelle anteprime più recenti della homepage).

Inutile dire che sono presenti tutti i social-plugin del caso: i singoli pezzi possono essere twittati, raccomandati o condivisi in vario modo. Stiamo mettendo a punto anche la versione in lingua inglese, per i pochi scritti che sono già o saranno tradotti. Si chiamerà “imho“.

Ora stiamo trasferendo manualmente tutti i post dalla vecchia piattaforma (blindatissima, non permette un’esportazione globale in XML, dannaz.), siamo partiti dai più recenti procedendo a ritroso.

Certo, guardando indietro lo spazio su Myblog ci ha dato numerose soddisfazioni considerando che era nato quasi per scherzo: dall’essere “Blog del giorno” sui canali di Alice/Virgilio per ben sette volte tra il 2008 ed il 2010, al raggiungere lo scorso febbraio il 16° posto nel ranking italiano dei blog di architettura (davanti a mostri sacri tipo Casabella o altri colleghi certamente più illustri e più bravi, non ce ne voglia nessuno: il rimbalzo tecnico intorno al 20° non si è fatto attendere…), alla media negli scorsi mesi di oltre 7000 visite mensili. Considerando che questa cosa è nata un po’ per gioco, ci può fare solo piacere.

Il vero problema di Myblog è stato la sua cronica, scarsissima apertura. Oltre al fatto tragico che non si può commentare nulla, a meno di non iscriversi a Virgilio/Alice e sottoscrivere un contratto con la loro altrettanto complicata webmail.

Quindi: anche se a malincuore, il vecchio blog (come detto, se blog lo si può chiamare, fate voi…) resterà dov’è con i suoi 90 post finché il servizio di Alice lo permetterà, una sorta di memoria storica di quello che è stato. Quello che sarà avverrà sicuramente quì. Speriamo per il meglio.

Buona lettura.

PS: abbiamo messo mano anche al resto del nostro spazio in rete, compreso il sito istituzionale di Spacelab Architects, ancora in versione beta. Inutile dire che commenti, critiche e suggerimenti sono sempre graditi.

3 Comments

  1. Ciao Luca e Zoè,
    in bocca al lupo per il prossimo parto :-)
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

  2. Grazie Turi!!!

  3. evviva.

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