Paolo Bettini

Preservation and Tanathophobia

Vincoliamo, o addirittura dichiariamo “patrimonio dell’umanità”, un numero crescente di edifici e territori, con l’obiettivo di mantenerli (per sempre?) così come sono. Perché questo accanimento terapeutico?

Perché ogni cambiamento, in noi e nell’ambiente, ci ricorda il passare del tempo, e con esso l’avvicinarsi della morte. La “conservazione del patrimonio” si aggiunge così alle tante strategie di rimozione sviluppate dai lontani tempi in cui abbiamo preso coscienza di essere mortali. Si aggiunge ai cosmetici antirughe, alla tintura dei capelli, ai parrucchini, alla chirurgia plastica, alla crio-conservazione di salme, ovuli e spermatozoi, nella speranza che saremo richiamati in vita, o clonati, dai valenti medici del futuro. E naturalmente s’aggiunge ai racconti consolatori delle religioni, che promettono di far sopravvivere in eterno almeno una parte di noi (lo spirito, l’anima), in un oltremondo, oppure in questo stesso mondo, facendola reincarnare in una serie di corpi successivi.

Un secolo e mezzo dopo Darwin, sarebbe ora di abbandonare il fissismo (col suo corredo di genius loci, radici, nihil addi, cuius regio eius religio, xenofobia, razzismo…) per l’evoluzionismo. Non chiederci più se le cose devono cambiare o no, ma come vogliamo cambiarle. Perché, se non possiamo impedire i cambiamenti, possiamo in qualche misura orientarli in una direzione piuttosto che in un’altra (sempreché l’evoluzione culturale sia lamarckiana…).

 

Paolo Bettini

Born in Padova in 1941, architect since 1965, lives and works in Bologna. He taught at IUAV (1966-68 e 1985-89), at ISIA in Firenze (1968-72 and 1979-86), at Pescara Architettura (1973-2009), at Cesena Ingegneria (2002-04) and at Università del Progetto of Reggio Emilia (1988-96,  2004).
Abroad has tought and leaded talks and workshops in Grenoble (1985), Philadelphia (1988), Yokohama (1992), Tsukuba (1992), Barcellona (1993), Toronto (1993), Yokohama (1994), Buenos Aires (1994), Lugano (1995), Kanazawa (1995) e Chiasso (1996).
Bettini wrote essays and op-eds in various international magazines, like Abitare con Arte, Ardi, Arredo Urbano, Casabella, Comix, Domus, Giardino Fiorito, Habitat Uffico, Keramicos, Linus, Merci-Abitare, Modo, Op. Cit., Paesaggio Urbano, Parametro, Parassitologia, Piscine Oggi.
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